I' m A cReeP, i'M a WeirDo 11....

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I wAnT To.. i wAnT To bE soMeOnE ElSe Or i eXpLodE..You WanT Me? fUcKinG CoMe aND bReAk tHE dOoR DowN.. I'll Be WaItINg wITH a GuN.. I'm ReAdY.

Chi sono e cosa ascolto..
Momentaneamente un anestetico dissociativo con una personalità borderline.
joy division lyrics
a - z LYRICS
Malinconicamente scivola nell'aria La canzone dei vecchi amanti..

luna vecchia..

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sabato, gennaio 29, 2005

 Quella notte faceva un bel pò di freddo. Non sei mai stato puntuale, figurati se lo saresti stato quella sera! No. Se uno deve cominciare qualcosa già dall'inizio deve lasciarci il segno, lo stampino! Se no è solo un'altra cosa come tante altre che navigano nel mondo e diventano senza senso alcuno. E così hai aspettato. Che si rodano, là fuori, pensavi, e ti gongolavi nella tua semplice curiosità. Il tuo primo incontro con la luce è stato traumatico. Era un morso ghiacciato sulla nuca di tante lampadine gelide e asettiche. Via. Tornare indietro. Tornare a prima. Al Non Ancora Essere.Non si può. Più tardi ti saresti accorto che questa sensazione l'avresti provata parecchie volte e forse nel corso della vita non ti avrebbe mai abbandonato. E così metti le scarpette e cominci a correre. Anzi, prima ancora a parlare. Sorridi, ti piace chiamare papà, un nome che ripeti spesso, anche quando non ne capisci ancora il senso. Poi inizi a camminare. Finchè non scopri che ti piace ballare. E ti sembra ancora di vederli i tuoi primi passettini. Le tue manine attaccate a una sbarra che quasi non riesci ad afferrare. Senza sapere che su quella sbarra ci avresti passato quasi venti anni. Venti lunghi anni, giorno e notte. Ci avresti pianto su quella sbarra di metallo gelida. Quella sbarra sarebbe diventata la tua casa, il luogo sicuro a cui sempre tornare.
Poi capisci che ci sta dell'altro. Alla sbarra ti accompagna la musica. Hai quattro anni quando cominci a pigiare tasti . Che bel rumore ti dici. Quel rumore ti tiene compagnia. Ti piace, ti da ritmo. E capisci che puoi plasmarlo. Capisci che puoi parlare anche così. Oltre che con le parole naturalmente. Quelle pasticciate su un foglio che rotola giù dal tavolo. E non ci mettono tanto a diventare una parte di te e della tua assurda mania di portarti dentro tutto e portarti niente dietro. Zingaro e viaggiatore di mondi improbabili, testa di bambino al sole, potresti anche scottarti!
Poi l'Arte. Ed è amore. Ed è lacrime e pianto. Ed è ore e ore passate a miscelare tempere e colori, a interrogare le ombre e chiedere ad occhi sgranati davanti alle statue " perchè non parli"? Senza ricevere risposta che non un sorriso flebile o un muto riecheggiare di passi.

Ne è passato di tempo da qui.
Ma quello che vorrei non è scrivere di me. Ne di cosa mi aspetto da questi 22 anni. Voglio scrivere delle cose che in 21 ho conosciuto. Ho amato e amo ancora. Voglio ringraziare i miei amici (quelli che stanno fuori da questo luogo virtuale) e quelli che mi sono stati vicino. Gli amici blogger e quelli che si sono trovati qui x caso.

Se questo tempo passato lo ricordo con infinito amore è perchè sono stato infinitamente amato.
Grazie a tutti. Di tutto.

E naturalmente un grazie speciale ai miei amici di Lumia :)
(Soprattutto all'uomo della torta di domani sera ;) ;* )

Bugia alla luna alle 17:59 ad opera di Kousin
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martedì, gennaio 25, 2005

Elisa The Waves

I’ll get away, get in the car
I’ll reach the shore before sunrise
And I’ll watch the moon and stars
I’ll tell them everything about us
I left last night
I reached the shore
Trying to find everything I lost
In a thousand waves
A million waves
Still, somewhere I am sure
That I will see your face
I will see you there
Morning sun
Before you will rise
Before you’ll come and shine again on us
Let me find, let me find, let me find
Some comfort in the night
Cause I didn’t find what I’ve lost
I’ve reached the shore
And nothing ever changed
In a thousand waves
A million waves
Oh still I look for love
And all I see is your face
So I come back home to you
I bleed but I’m choosing you again
I’m done but I’m ready to begin

Questa è una canzone che mi piace stasera ascoltare come ninna nanna. Sono troppo stanco per scrivere. Sono troppo stanco per pensare di poter parlare con qualcuno, di poter inseguire il filo dei miei discorsi. Troppo stanca di parlare e così mi lascio al silenzio. Mi lascio solo a questa musica, dolce e forte al tempo stesso.  Lascio spazio ai miei pensieri, lascio che sia la voce di questa ragazza a incantarvi per me, ad augurare a quanti passeranno di qui un nuovo modo di vedere il domani..

Quello che è fatto è fatto. Ma bisogna essere pronti a ricominciare.  Buonanotte a tutti.. *

Bugia alla luna alle 00:49 ad opera di Kousin
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mercoledì, gennaio 19, 2005

 

Basta. Così sono io. Inaccessibile e tu lo sai. Anche oggi. Anche oggi per l'ennesima volta ho avuto paura. Paura come quella notte che solo io e tu conosciamo. Quella lunga interminata notte nel quale siamo rimasti, con i capelli aggrovigliati ad ogni raggio dell'aurora. E noi eravamo lì. Tu a dirmi di non temere e io a scrollare la testa e sussultare quando poi eri tu a tremare.  Basta. Questa sono io e tu lo sai. Ma forzi e sbatti contro un muro di gomma. Ed io non so che fare. Se non dire basta. Se non volerti far parlare, scardinare il tuo silenzio per poi scoprire un lato di te fragile, un lato del quale sono il privilegiato e unico spettatore, un lato che in fondo non mi piace affatto. Basta. Perchè penso sempre che fra di noi ci sia uno che deve dare e uno che deve ricevere, solo che tu l'hai capito troppo tardi che io ero quello che restava sempre con le tasche vuote, con le vene dissanguate, con l'anima stracciata per quanto ti avevo dato. Ecco. Ti ho dato così tanto che nemmeno l'anima m'è rimasta, nemmeno quella. Nemmeno i pensieri sono i miei, destinati come siamo a vivere attorcigliati a quest'unico filo che ci lega i polsi e le caviglie. Noi siamo così. Prigionieri l'uno dell'altro. Ma tu te ne sei accorto solo due mesi fa. Solo quando mi hai visto con un'altro. Solo quando ubriaco e in ginocchio mi hai pregato di crederti. Ma io non so più cosa fare. Io mi sono così.. dissolto. Mi manca la corporeità dei sentimenti. Mi manca il cervello ad azione-reazione. Ci sono solo tante foto adesso su questo pavimento, immagini che non si muovono ma che mi fanno  vedere te, me. Io e Te.

E io non riesco ancora ad usare le forbici...

Bugia alla luna alle 20:15 ad opera di Kousin
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lunedì, gennaio 17, 2005

 Guardi l'orologio e maledici il tempo e te stesso. Un'altra giornata buttata al vento. Un'altra giornata nell'attesa e poi? E poi la corsa. Sei fatto così. Prima ti lasci ciondolare a penzoloni dall'albero e poi, quando vedi che quello che  vuoi stai per andare via, corri a perdifiato fino a raggiungerlo, fino ad afferrarlo con la punta delle unghie e tenerlo stretto. Poi soddisfatto ti fai i complimenti e ti riprometti " la prossima volta niente più corse a perdifiato, farò tutto nei tempi giusti!". E invece no, tu sei fatto così. Corri, scappi, per cogliere tutto all'ultimo morso, all'ultimo respiro.

Di te si dice in giro "Lei? Vive undici volte più veloce degli altri.."

Bugia alla luna alle 20:48 ad opera di Kousin
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mercoledì, gennaio 12, 2005

Lentamente ti svegli e torni a respirare. Torni a riprendere coscienza delle cose. Conoscenza del modo in cui il mondo che ti circonda ha forma. E' come se tu ti fossi risvegliato in una casa dai mobili antichi. E non sapessi a chi appartengono. Ecco, gli oggetti, le sensazioni sono piccole navi che ti conducono al punto che puoi quasi sentire.. ma mai afferrare. Essi svaniscono in un brillare di specchio. E nelle mani non c'è più niente se non un pò di polvere e della sabbia sottile. Ti culli sul fondo di un'amaca distesa su un grande prato verde.. ascolti il vento e cerchi di interpretare le nuvole all'orizzonte. Interroghi le cose, ti sforzi di darti una risposta. Passeggi su e giù chiuso nel cappotto grigio sul ponte. E aspetti. Qualcosa prima o poi dovrà arrivare. Deve arrivare. E invece l'acqua trascina via con se le foglie morte, qualche ramo e le lacrime di un'amante tradito. L'acqua trascina via le promesse, trascina via le parole e anche i tuoi pensieri. Troppo orgoglioso per chiedere una compagnia in questo luogo che ti sei scelto per pensare. In questo posto indolore. Che non è vita e che non è morte. Che non è distacco. Il tuo meraviglioso osservatorio. Il tuo fantastico habitat dove non giunge mai nessun richiamo dalla terra dei vivi. Dove il dolore non può arrivare se non attutito da una lieve malinconia. Un luogo in bianco e nero dove non passa il sole. Dove non c'è luce ne colori. Dove non giunge la morte e non ci giungerà. Ma dove forse non arriverà mai neanche l'Amore.

Bugia alla luna alle 20:12 ad opera di Kousin
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mercoledì, gennaio 05, 2005

Immagine AllegataApatia. Cos'è il dolore?.. Non lo so. E' come se una parte di me non volesse risvegliarsi da un coma profondo. Un coma in cui l'insensibilità è un dono prezioso. Un sonno in cui non ti rendi conto di quanto ti accade intorno. E forse è un bene.
Stai giocando a un tavolo in silenzio scegliendo delle carte ma senza fare caso se vuoi vincere o perdere. Se vuoi barare o se gli altri giocatori nei tuoi occhi vedranno la verità. Potresti giocare il fante di quadri o la regina di spade.. Non avrebbe senso lo stesso. Niente ha senso nella posizione in cui ti senti adesso. Niente ha un fine o uno scopo, niente ha una ragione. Pensi che sia tutto un banale susseguirsi di eventi senza caso, una rocambolesca roulette russa in cui il prossimo bicchiere non sai se serà succo di pomodoro o bloody mary. In cui il prossimo giro sarà una pallottola al centro della fronte o solo l'ennesimo scatto arrugginito di una vecchia pistola.

 



Bugia alla luna alle 16:46 ad opera di Kousin
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sabato, gennaio 01, 2005

#1 Morphina

E' quella che danno a tuo nonno per calmare i dolori. In vena. Direttamente. Un martello contro ogni neurone già troppo stanco della vita. Una scossa. Un sonno profondo. Dicono che adesso si guarda le mani, e chiede la coca cola, proprio come un bambino. Dicono che vuole il telefono vicino, quasi per chiamare aiuto nell'ultimo disperato tentativo di attaccarsi alla vita. E le caramelle alla menta, perchè le flebo gli seccano la gola. Dicono che ogni tanto chiuda gli occhi e poi li riapre dicendo " hai detto qualcosa?", forse è la paura di essersi perso qualche secondo di qualcosa che ancora lo lega a voi, alla sua famiglia, a te. E' un piccolo lungo calvario stretto, una salita scostante che a tratti corre in ripide discese e sfiora l'orlo del dirupo. La malattia è un'ombra che ormai gli si siede di fianco e come un'ombra sparisce quando spunta un flebile raggio di sole e s'accentua in prossimità della notte. Inizi a pensare che questa potrebbe solo essere l'anticipazione di quella che sarà la tua fine, o peggio ancora, la fine di qualcuno che ti sta a fianco. E d'un tratto ti ritrovi ad aver paura di morire. Di aver paura di lasciare tuo padre, i tuoi amici, le persone che ami. D'un tratto pensi che forse di là non c'è niente e inizi a prendertela con Dio. Ti arrabbi con lui, gli inveisci contro. L'accettazione di qualcosa più grande di noi è semplice quando è qualcun altro a doverla accettare. Vorresti impuntare i piedi.contro Dio. E inizi a pensare che lui non sia invisibile, perchè l'invisibilità non implica l'assenza. Semplicemente è nascosto. Ecco. Anzi proprio. Se n'è andato da un pezzo. Tanti saluti a tutti senza neppure lasciare un biglietto. E non c'è niente da fare, e non c'è niente da vedere se non le mani di tua nonna e di tua madre sgranare chicchi e chicchi di rosario mentre tu cerchi di cancellarti dalla testa tutte le preghiere, e ti senti debole, e ti sporgi sull'orlo di quelle verità troppo grandi che forse hai paura di scoprire. Intanto sul letto resta sempre quel vecchio bambino. Con le sue caramelle, con la coca cola e con il telefono a fianco. Aspettando. Qualcosa che tu speri con tutto il cuore che arrivi. Mentre nell'anomo hai la stessa certezza di chi sa che gli basterebbe un numero solo per fare tombola, ma che infine il premio tanto ambito, la vita di tuo nonno, per ricompensa, non la potrai avere indietro.

Bugia alla luna alle 16:27 ad opera di Kousin
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