#1 Morphina
E' quella che danno a tuo nonno per calmare i dolori. In vena. Direttamente. Un martello contro ogni neurone già troppo stanco della vita. Una scossa. Un sonno profondo. Dicono che adesso si guarda le mani, e chiede la coca cola, proprio come un bambino. Dicono che vuole il telefono vicino, quasi per chiamare aiuto nell'ultimo disperato tentativo di attaccarsi alla vita. E le caramelle alla menta, perchè le flebo gli seccano la gola. Dicono che ogni tanto chiuda gli occhi e poi li riapre dicendo " hai detto qualcosa?", forse è la paura di essersi perso qualche secondo di qualcosa che ancora lo lega a voi, alla sua famiglia, a te. E' un piccolo lungo calvario stretto, una salita scostante che a tratti corre in ripide discese e sfiora l'orlo del dirupo. La malattia è un'ombra che ormai gli si siede di fianco e come un'ombra sparisce quando spunta un flebile raggio di sole e s'accentua in prossimità della notte. Inizi a pensare che questa potrebbe solo essere l'anticipazione di quella che sarà la tua fine, o peggio ancora, la fine di qualcuno che ti sta a fianco. E d'un tratto ti ritrovi ad aver paura di morire. Di aver paura di lasciare tuo padre, i tuoi amici, le persone che ami. D'un tratto pensi che forse di là non c'è niente e inizi a prendertela con Dio. Ti arrabbi con lui, gli inveisci contro. L'accettazione di qualcosa più grande di noi è semplice quando è qualcun altro a doverla accettare. Vorresti impuntare i piedi.contro Dio. E inizi a pensare che lui non sia invisibile, perchè l'invisibilità non implica l'assenza. Semplicemente è nascosto. Ecco. Anzi proprio. Se n'è andato da un pezzo. Tanti saluti a tutti senza neppure lasciare un biglietto. E non c'è niente da fare, e non c'è niente da vedere se non le mani di tua nonna e di tua madre sgranare chicchi e chicchi di rosario mentre tu cerchi di cancellarti dalla testa tutte le preghiere, e ti senti debole, e ti sporgi sull'orlo di quelle verità troppo grandi che forse hai paura di scoprire. Intanto sul letto resta sempre quel vecchio bambino. Con le sue caramelle, con la coca cola e con il telefono a fianco. Aspettando. Qualcosa che tu speri con tutto il cuore che arrivi. Mentre nell'anomo hai la stessa certezza di chi sa che gli basterebbe un numero solo per fare tombola, ma che infine il premio tanto ambito, la vita di tuo nonno, per ricompensa, non la potrai avere indietro.