
Marionetta. I tuoi pensieri sono appesi a un filo mentre qualcuno con le forbici si diverte a tagliarli giù ad uno ad uno e restano a ciondolare i più futili sospesi così a mezz'aria fra cielo e terra, fra terra e niente. Abbracciare un pupazzo credendo che sia qualcuno solo per il fatto di non sentirsi soli è una ben magra consolazione. Non ti resta che aspettare. C'è un suono di passi nel corridoio, non sai chi è . E una presenza. Strana. Da qualche notte ti tiene compagnia ti accarezza il capo e aspetta che tu t'addormenti in silenzio, poi ti bacia sulla fronte e resta lì a fissarti. Quando riapri gli occhi sai già che non la troverai ma ci speri lo stesso. E ti resta lì fra il groppo della gola e lo stomaco quella strana voglia di avere qualcuno a fianco. Qualcuno che riporti i colori dentro questa stanza vuota dalle pareti bianche. Dentro questo immenso qui dove aspetti sempre che giunga qualcosa.
Che bello sentirsi dire "sono una persona senza scudi, le cose mi passano direttamente dal cuore!". Tu invece, marionetta senza cuore e con molti scudi alzi i tuoi occhi di bottone al cielo mentre le ginocchia crollano morbide al pavimento. I sonagli del tuo berretto tintinneggiano al vento d'inverno e il tuo buffo costume rosso e arancione, troppo leggero, è solo un guizzo rapido di fiamma nell'oscurità della notte. Ti accasci al suolo come una vela vuota all'albero maestro. conscio e consapevole di non potere ne volere andare troppo lontano da questo grembo umido di terra che vuoi sentire palpitare fino a che gli occhi non ti si chiudano per sempre. Ti abbracci le ginocchia di pezza forte al petto e provi a non pensare. Mentre una lacrima scivola via dai tuoi occhi di bottone mischiano rimmel e cerone della tua maschera.