
Un filo di fumo s'attacca alla gola e scende giù per lo stomaco. Strana sensazione. E' lunedì mattina. Dovrebbe andare tutto bene, essere tutto nuovo e liscio e brillante come un cd scartato dal suo guscio di carta trasparente al suono affilato di uno "spack!". E invece. E' fumo. Qui dappertutto dentro l'anima. Un'essenza invisibile e silenziosa. Una volta saresti andato incontro al nuovo giorno con uno spirito molto più leggero. Adesso è come se avessi addosso un'armatura di piombo, invisibile e perfetta. Un peso che ti porti dentro. Una goccia che ti picchia in testa costante. Voglio non dover pensare. Vorrei non dover pensare. E invece il tuo cervello proprio non ne vuole sapere.
A volte vorrei spaccarmi la testa. Fare uscire tutto quello che c'è dentro per non sentirla sempre così pesante. Sempre così obbligata a pensare. Sempre. Un enorme macchina accesa a calcolare tutte le possibili traiettorie delle emozioni umane. A giocare con i milioni di numeri delle possibilità parallele. Mi soffocano, mi stringono, mi stritolano. E poi arriva lui. E d'un tratto si prende tutto. C'è solo lui. Solo lui diamine. Capisci cosa intendo? S.o.l.o.l.u.i.
E la mano corre veloce su Leroy..E io d'improvviso ho paura di annegare se non mi attacco a quel pezzo di legno bianco e nero che ormai è diventato il mio migliore amico.