E' che tu lo sai [e lo si sa] che guardare dentro le foto fa un pò paura [e questo caldo liquido] che come un morso rabbioso si attacca ai pensieri [e tutto lentamente si scioglie ]. Perchè tu hai quello sguardo strano di chi trascende le cose e spiega oltre. E quel modo di vedere e di sentire che nonostante gli anni, nonostante i chilometri, sa ritrovare il filo delle cose. Sai guardare con attenzione i particolare [minuscoli insignificanti dettagli creati per prendersi cura del nulla, studiati per cullare il nulla] e senza corde di sicurezza con la mente fai capriole sui giorni andati [e appeso a testa in giù ad un elastico è facile guardare le cose senza farsi toccare, senza farti tangere]. E poi pensi che tangere deriva da tango [non il ballo, il verbo]ma che entrambe le cose trasversalmente riportano al verbo "toccare" [e tu la tocchi con mano questa sensazione]. E poi ripensi ad un verbo bellissimo [l'hai trovato una volta sola in tutta la vita, ma è sempre rimasto il tuo preferito, come quelle cose che ci sono una volta nella vita e restano le tue preferite, e tu ne hai un sacco di queste cose] animadverto: avvertire con l'anima. Ma anche l'eco lontana di anima ad versus, anima contro [che questa è la tua versione poetica, mica lo sai se è vero che deriva da questo.] Ma poi ti rendi conto che al verbo tangere mancano un sacco di tempi [probabilmente deve essere una di quelle parole uniche al mondo]. E allora ti accontenti così di questo modo spicciolo di andare alla ricerca di qualcosa di nascosto, del significato profondo. E porti allora tangere, e animadverto sul palmo della mano, socchiudendo il pugno per non poterli perdere mai.
Il toccare la sensazione e avvertirla con l'anima. Anzi, di esserci così di fianco da metterci l'anima contro. Anima contro anima.
Perchè io ti
animadverto.